A) Le
caratteristiche strutturali del paese
| Superficie |
3.762.000 kmq |
| Popolazione |
34.000.000 |
| Densita per kmq |
11,7 |
| Capitale |
Buenos Aires |
| Lingua |
spagnolo |
| moneta |
peso argentino |
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TERRE IN ARGENTINA
Informazioni geografiche
L'Argentina è compresa tra la Cordillera delle Ande e l'Oceano Atlantico,
e da nord a sud dal 22 ai 55 grado di latitudine con un'estensione di 3,8 milioni
di Km, dei quali 2,8 continentali e la parte restante nel settore Antartico.
Grande parte del territorio è situato nella zona temperata, regione ottima per
lo sviluppo agrario che offre un eccellente inserimento nell'economia mondiale
e nel campo delle esportazioni.
La zona della pianura è divisa in tre aree importanti: el Chaco a Nord, al centro
la pampa orientale o umida, e ad Est, tra i fiumi Paraná ed Uruguay, la zona
della Mesopotamia; dalla confluenza tra il fiume Paranà e il fiume Uruguay nasce
il Río del La Plata lungo 275 Km. e largo nel suo punto massimo 200 Km, mentre
nella zona Patagonica i più importanti sono: il fiume Negro e il Colorado.
All'interno del Paese la rete Idrografica ha una grande importanza economica
dovuta al fatto che viene usata come mezzo di irrigazione e produzione di energia.
Il clima Argentino varia molto a seconda della latitudine data la grande estensione
del territorio.
Popolazione, livello di vita e religione
L'Argentina è il secondo Paese dopo il Brasile per numero di abitanti.
La maggior parte della popolazione è di origine latina: italiani, spagnoli e
francesi venuti in seguito alla grande immigrazione compiutasi tra gli anni
1906 e 1910.
La provincia di Buenos Aires e la sua Capitale Federale raggruppano il 50 %
della popolazione nazionale, mentre il resto è distribuito tra otto città del
centro del Paese. La popolazione bianca è maggioritaria anche se esiste uno
0,5% di indigeni tra i quali troviamo: mapuches, collas, tobas e chiriguanos.
La religione ufficiale è il cattolicesimo però ce ne sono altre come l'ebraismo,
il protestantesimo, ecc..
Sistema politico e amministrativo
Il Governo è di tipo federale democratico, formato da 24 provincie
autonome più la Capitale Federale (Buenos Aires). Il Presidente viene eletto
per un mandato di quattro anni e ha dei grandi attributi come l'approvazione
delle decisioni del Congresso, struttura simile al nostro Parlamento (bicamerale,
formato dai deputati e dai senatori).
La costituzione vigente è del 1853 ed è stata riformata nel 1994.
Il paese sudamericano ha subìto negli ultimi anni una serie di cambiamenti radicali,
a iniziare da quello politico. La fine del regime militare ha aperto la strada
a un governo democratico che ha seriamente posto le basi per la rinascita economica
del paese, mettendo in atto una privatizzazione di portata storica e una politica
fiscale molto restrittiva.
Relazioni internazionali e regionali
Tra i diversi soggetti istituzionali esistenti, numerosi sono gli
organismi preposti alle relazioni con l'estero e al commercio internazionale.
Nell'ambito del governo regionale di Cordoba, ad esempio, il Sotto Segretariato
al Commercio con l'Estero cura le relazioni economiche e raccoglie le informazioni
statistiche. Alle dipendenze gerarchiche del Comune vi è altresì la Direzione
per la strategia e lo sviluppo Economico, anch'essa preposta allo stimolo di
operazioni commerciali e industriali multilaterali.
Il Paese fa parte dal 1991 del MERCOSUR insieme con Brasile, Uriguay e Paraguay.
Politica monetaria e fiscale
In Argentina nel 1989 l'inflazione galoppava al 5.000% l'anno, mentre
oggi si è assestata sotto il 10%, con una disoccupazione a livelli bassi, un
aumento del 34% del PIL, e fiducia e crediti internazionali accordati al paese.
Anche l'atteggiamento economico verso l'estero si è completamente ribaltato,
mettendo fine a un'autarchia che per molti anni aveva reso impossibile esportare
qualsiasi prodotto in Argentina e aveva reso il paese incredibilmente arretrato
dal punto di vista dello sviluppo tecnologico.
La legge di convertibilità del 1991 ha sancito la libera convertibilità della
moneta locale (il peso) rispetto al dollaro USA e impone alla Banca Centrale
Argentina l'obbligo di vendere senza alcun limite ed a un rapporto di 1 a 1
la valuta USA che venga richiesta dal mercato: essa costituisce una garanzia
con riferimento ai rischi di cambio.
Il sistema è garantito dalla Banca Centrale, che deve assicurare in ogni momento
che la base monetaria in "pesos" sia spalleggiata al 100% da riserve di libera
disponibilità (oro e valute) custodite presso l'istituto di emissione.
La Banca Centrale pertanto, non può mettere in circolazione nuova valuta locale
se non ha la valuta pregiata -ricavata principalmente dalle operazioni di commercio
estero- che garantisca la convertibilità di ogni nuovo "peso".
La legge di convertibilità, inoltre, stabilisce la libertà dei privati di stipulare
contratti in valuta pregiata, e stabilisce l'obbligo di pagamento nella valuta
prescelta contrattualmente.
L'indice di inflazione nel l996 non ha superato il 3% e per il 1997 è ancora
inferiore, perdurando una certa stabilità dei prezzi e la parità di cambio uno
a uno peso-dollaro; in questo quadro, anche un'eventuale maggiorazione del tasso
d'interesse negli Stati Uniti non dovrebbe modificare il flusso degli investimenti
esteri.
Nel settore creditizio non vi sono indizi in materia di agevolazioni finanziarie
come supporto alla espansione produttiva prevista. Malgrado i numerosi interventi
dello Stato nazionale, il costo del denaro è elevato in ordine al tasso di interesse
e alle modalità di garanzie richieste dagli Istituti di Credito (14-18% annuale
compatibilmente con le caratteristiche dell'operazione e la sua dimensione,
rispetto ad un tasso di inflazione non superiore al 4%). I tassi attivi di interesse
(per le imprese di prima linea) non sono inferiori a 10 punti percentuali rispetto
al saggio medio di inflazione e appaiono incompatibili con l'andamento dei prezzi
nel corso dell'anno, ormai stabili dalla seconda metà del 1991. Tale fenomeno
si traduce in un alto costo del denaro, particolarmente per le piccole e medie
imprese.
Per quanto riguarda le misure di politica economica, non esistono agevolazioni
finanziarie settoriali ad eccezione di quelle che periodicamente vengono concesse
generalmente ai produttori agricoli per circostanze particolari tipo siccità,
diminuzione dei prezzi internazionali, dumping, etc.
In merito alle agevolazioni fiscali territoriali, va segnalato che la creazione
dell'area di libero commercio Mercosur ha dato origine a investimenti esteri,
anche se tali agevolazioni vanno man mano convenute con gli enti governativi
preposti, secondo le condizioni particolari del momento e la dimensione dell'investimento.
Congiuntura e prospettive
L'Argentina rappresenta una nuova realtà economica nel continente
sudamericano che, rispetto a dieci anni fa, ha ritrovato la stabilità economica
con una crescita che nel 98 si è aggirata su circa 7-8%.
Concluse le grandi privatizzazioni, il paese punta sul rafforzamento della piccola
e media impresa al fine di consolidare il proprio tessuto industriale votato
all'export per riequilibrare il deficit della bilancia corrente.
Sono rilevanti le potenzialità produttive dell'industria agroalimentare argentina
e le possibilità di aumentare notevolmente le esportazioni sulla scia della
crescente domanda proveniente soprattutto da mercati emergenti come quelli asiatici,
nonché dalla gamma e qualità dei mezzi di produzione.
Le importazioni sono più che raddoppiate negli ultimi dieci anni e sono in corso
massicci investimenti per portare le industrie locali al livello di quelle occidentali.
L'Argentina è un paese aperto per chi vuole allargare i propri interessi economici
in un mercato che ha forti bisogni sia di prodotti che di tecnologie.
In questa rinascita economica il paese guarda molto all'Italia come a un partner
con cui intrattenere rapporti sempre più stretti, stimolati dalla nostra competitività
nel prodotto e nel prezzo. In questa predilezione non manca anche una componente
affettiva: moltissimi argentini hanno legami familiari, culturali, economici
con il nostro paese.
Le prospettive per il futuro hanno già un segno positivo: l'economia rimessa
in sesto, l'interesse dell'Italia nel Paese più italiano dopo l'Italia, gli
accordi tesi ad agevolare le PMI.
Il processo di vasta trasformazione avviato in Argentina alla fine degli anni
80, caratterizzato dal consolidarsi della stabilita politica, dal rispetto alle
regole del gioco della Democrazia, dal rilancio e dalla apertura dell'economia,
dalla riforma dello Stato, dalle privatizzazioni, dal consolidamento del mercato
interno e mercato regionale, ha spinto molte ditte italiane a puntare su questo
Mercato, che già era stato preso in considerazione nell'ultima metà degli 80.
Nei rapporti con l'estero l'economia argentina degli ultimi anni ha buone possibilità,
soprattutto in relazione alle prospettive globali del Mercosur, il futuro grande
mercato del Sudamerica che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay,
cioè una popolazione complessiva di 200 milioni di abitanti e un PIL di 700.000
milioni di dollari Usa.
In sintesi, la situazione esterna, la tenuta dei prezzi dei prodotti dell'agro
sui mercati d'esportazione, il buon livello di attività industriale e la maggior
apertura verso le attività produttive ed il consumo, nonché la ripresa dell'edilizia,
sono tutti fattori che dipingono un panorama economico favorevole.
La ripresa economica del Paese lascia prevedere una crescita del livello dei
consumi, specialmente per quanto riguarda il comparto dei beni durevoli, degli
elettrodomestici in genere (20%), dell'edilizia (25%) e degli autoveicoli (8%).
Meno significativa si prevede la crescita nel consumo dei beni non durevoli,
specie per quanto riguarda i generi alimentari. Ciò è anche dovuto al fatto
che oggi l'industria è percorsa da un processo di modernizzazione, come nel
caso evidente dell'industria dolciaria, ora praticamente in mano a grandi multinazionali
straniere (si veda la francese DANONE e l'americana NABISCO).