E)
La regolamentazione delle importazioni di prodotti agroalimentari
Norme e requisiti tecnici dei prodotti
Tra le nuove normative si evidenzia la Risoluzione 763/96, pubblicata
nel "Boletín Oficial" il 13 giugno 1996, con la quale è stato reintrodotto il
Certificato di origine tra i documenti necessari per lo sdoganamento di manufatti
tessili e delle calzature, certificato che deve essere legalizzato presso il
Consolato argentino con giurisdizione nei Paesi di origine.
Inoltre detti articoli devono avere una speciale etichetta con la composizione
degli stessi e i dati dell'esportatore e dell'importatore.
L'Argentina applica nei confronti di trasferimento di tecnologia una politica
tesa a favorire i contratti di cessione, licenza o trasferimento di tecnologia,
di "know-how" o di marchi, giacchè non sono sottoposti ad alcun controllo preventivo
dalle autorità. Solo è richiesto depositare una copia del contratto presso l'Istituto
Nazionale di Tecnologia Industriale (INTI) il quale registra gli stessi a scopi
meramente statistici. La registrazione comporta comunque dei vantaggi fiscali.
L'Argentina ha aderito con effetto esecutivo dal 10 febbraio 1967, alla Convenzione
di Parigi del 20 marzo 1963, e alla classificazione internazionale di 34 classi
di prodotti e 8 di servizi.
La registrazione del marchio, che ha una durata di 10 anni, conferisce un diritto
di proprietà su di esso; la registrazione fatta in Italia non è per se valida
in Argentina, a eccezione dei marchi noti protette dalla Convenzione di Parigi.
Regolamentazione doganale
La politica dei dazi doganali presenta naturalmente differenze tra
l'Area Mercosur e le altre aree: in quest'ultimo caso, che comprende i Paesi
dell'UE, è pari al 20%, mentre l'interscambio infra-Mercosur avviene con dazio
0%, sempre che i prodotti circolanti non abbiano un contenuto extrazona maggiore
al 40% (percentuale in calo graduale, secondo uno specifico programma).
Uno punto specifico riguarda il commercio delle pelli grezze e dei prodotti
finiti. La ritenuta del 15% applicata in Argentina sull'export di pelli grezze
(calcolata sulle quotazioni della materia prima a Chicago, generalmente molto
più alte di quelle sul mercato interno) e le barriere ritenute discriminatorie
all'import di prodotti finiti, sono all'esame dell'Unione europea.
La Cotance, la Confederazione europea dei conciatori, considera detto gravame
all'export particolarmente dannoso per le aziende italiane (che si aggiudicano
oltre metà della produzione comunitaria e il 14% di quella mondiale di pelli
grezze), oltre al fatto che non ci sarebbe la compatibilità con le regole dell'Organizzazione
Mondiale del Commercio (WTO).
Incompatibili con le nuove realtà del mercato internazionale appaiono all'industria
europea anche le barriere all'import erette in Argentina: aliquote aggiuntive
del 9-10% sull'IVA, un diritto statistico del 3% e la richiesta del pagamento
di un anticipo dell'imposta sul reddito agli importatori.
In sintesi le imprese europee ritengono, da un lato, di non poter ottenere pelli
grezze a prezzi di mercato da uno dei principali produttori mondiali, e, dall'altro,
di dover affrontare sia ostacoli non tariffari per il collocamento in Argentina
di prodotti finiti, sia la concorrenza argentina su mercati terzi, concorrenza
appunto agevolata dal più basso costo di approvvigionamento della materia prima.
D'altra parte gli argentini insistono che la politica Agricola Comunitaria continua
a rappresentare un forte ostacolo all'espansione della propria agricoltura e
degli allevamenti, settori che, in un mercato più aperto, potrebbero esprimere
tutta la loro naturale potenzialità.
È quindi da auspicare che l'accordo-quadro tra il Mercosur e l'Unione europea,
concluso nel dicembre 1995, che prevede, tra l'altro, l'eliminazione degli ostacoli
tariffari e non tariffari tra le due aree, possa essere valido strumento per
ridurre le difficoltà esistenti.
Sistemi di pagamento
I termini medi di pagamento sono quelli convenzionali; l'usanza commerciale
più diffusa non eccede i 90 giorni di scadenza per i pagamenti.
Per favorire una maggiore presenza delle PMI italiane si dovrebbe cercare una
soluzione alla significativa difficoltà di conseguire crediti italiani legati
alla vendita. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere al "forfaiting",
ma l'inevitabile intervento di pochissime banche argentine rende onerosa l'operazione.
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